La mia storia

In questa pagina non vi tedierò su quanto sia stato specifico o meno il mio percorso di studi, su quale sia la corrente psicologica che più mi rappresenta o altre aspetti tecnici legati al mio percorso formativo.
Ma se vi interessa ve ne parlo qui.



Cercherò invece di raccontarvi qualcosa che veramente parli di me e del mio approccio alla vita e conseguentemente alla psicologia. 

Il mio percorso associativo

Sin da ragazzina ho iniziato a far parte di associazioni studentesche e universitarie che si dedicavano agli altri, a difendere i più deboli, a garantire diritti a chi per qualsiasi motivo se li è visti negati. 

I SURVIVOR

Tra queste, quella che più di altre ha contribuito a orientare le mie scelte di studi e il mio modo di voler fare la psicologa è stata l’associazione Husson che nel 2009 ha dato vita ai SURVIVOR: La prima squadra di calcio costituita interamente da rifugiati e senza fissa dimora.

Nata da quattro ragazzi rifugiati. Senza lavoro, senza un tetto sulla testa, eppure con quell’inarrestabile sogno di giocare a calcio: di tirare due calci a un pallone, anche su un prato in un parco. 

Col tempo il progetto non si è limitato ai campi da calcio ma si è molto ampliato fino ad arrivare a comprendere accompagnamento legale, inserimento lavorativo, inserimento abitativo, orientamento formazione e tanto altro. 

Un’esperienza formativa sul campo, che tra l’altro ha ispirato la mia tesi di laurea, e ha portato una crescita personale e professionale e una rivalutazione obbligata del concetto di famiglia.

ASSOCIAZIONISMO CULTURALE

Da anni collaboro con Switch On, associazione culturale che organizza eventi a Bra, a Torino e in Piemonte in generale. Punta di diamante tra le attività dell’associazione è Artico Festival, il festival culturale che dal 2017 ravviva porta a Bra ospiti di rilievo nazionale.
Sono partita dando il mio piccolo contributo organizzativo, facendo quello che potevo.

Con gli anni mi sono specializzata nella scrittura di progetti e partecipazione a bandi e da un anno sono una dei due fundraiser ufficiali dell’associazione.

Da questa esperienza nasce il desiderio di investire anche in questo aspetto. mettendo insieme le mie competenze di psicologia del lavoro, che mi aiutano di capire profondamente il contesto organizzativo sul quale dovrei intervenire e l’esperienza nel campo associativo, cerco di portare il mio contributo nell’arricchimento culturale del mio territorio.  

Lo sport

Dire che mi piace lo sport è decisamente riduttivo.
Mi piace faticare, inveire contro il mondo perchè arranco, chiedermi continuamente perché sono lì e chi me l’ha fatto fare, tornare a casa troppo stanca per fare qualsiasi cosa, ma pienamente soddisfatta.
Forse è più corretto dire che mi piacciono gli sport.
Sin da bambina infatti ne ho provati tanti. Non tantissimi, ma tanti. Ci ho messo un po’ ad “accasarmi”, ma ancora adesso mi trovo a desiderare di provare questo o quello.

A quindici anni ho scoperto l’amore per le arti marziali di cui sono anche diventata un’istruttrice. Più recente è la riscoperta dell’amore per la montagna, che una volta vivevo solo come bob e palle di neve. Da adulta ho veramente ritrovato quell’amore per la natura, per la sfida con essa nel più totale rispetto. 

Entrambe queste passioni sono state ricche di esperienze che mi hanno segnata profondamente e messa in contatto con me stessa, con la consapevolezza del mio corpo, dei suoi punti forti e dei suoi limiti, e mi hanno spinta ad intraprendere il percorso di perfezionamento in psicologia dello sport. 

La maternità

Nel 2021 sono diventata mamma.


L’esperienza della gravidanza e della maternità ha dato un naturale scossone alla mia vita, e mi insegnato a vedere il mondo da prospettive nuove.
Mi figlio è rapidamente diventato il mio più grade maestro di vita. Passare il tempo con lui e osservare il mio modo di stare con lui mi ha avvicinato non solo ai temi della natalità, dell’infanzia e della genitorialità, ma anche e sopratutto al tema dell’autodeterminazione delle neo mamme alla ricerca dell’equilibro tra lavoro e famiglia e di una mediazione tra il voler passare tutto il tempo possibile col proprio bimbo e la necessità di riappropriarsi della propria vita sociale e professionale.

Vieni a conoscermi!